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	<description>L&#039;informazione a tutto campo</description>
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		<title>Capitanata, romene costrette a bettere</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 16:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Cicolella</dc:creator>
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SAN SEVERO (FOGGIA) – Per i reati di riduzione in schiavitù, sfruttamento della prostituzione, estorsione e ricettazione cinque persone sono state arrestate, in esecuzione di provvedimenti cautelari, nel corso di un’operazione condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Foggia e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari. 
Gli arrestati, romeni e italiani, sono accusati di aver [...]]]></description>
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<p><img class="alignleft" src="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/foto/20347_1.jpg" alt="" width="214" height="207" />SAN SEVERO (FOGGIA) – Per i reati di riduzione in schiavitù, sfruttamento della prostituzione, estorsione e ricettazione cinque persone sono state arrestate, in esecuzione di provvedimenti cautelari, nel corso di un’operazione condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Foggia e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari. </p>
<p>Gli arrestati, romeni e italiani, sono accusati di aver organizzato viaggi in Italia di cittadine romene, con la falsa promessa di far ottenere loro un lavoro, per poi, invece, costringerle a prostituirsi nelle zone rurali garganiche, sia per le strade sia in abitazioni.</p>
<p>Le indagini furono avviate nel dicembre 2008 sulla base della denuncia di due giovani romene ai carabinieri di Apricena (Foggia).</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">ORE 15:04 &#8211; ANCHE UN ERGASTOLANO IN LIBERTA&#8217; TRA GLI ARRESTATI<br />
</span></strong>C&#8217;e&#8217; anche Giuseppe Padula, di 44anni, condannato alla pena dell’ergastolo per duplice omicidio ma libero per scadenza dei termini di custodia cautelare, tra le cinque persone arrestate dai carabinieri nell’operazione contro la tratta delle donne fatta stamane dai carabinieri nel foggiano e coordinata dal pm della Dda di Bari Giuseppe Gatti. </p>
<p>Padula è stato condannato all’ergastolo, assieme al fratello Vincenzo, di 47 anni, anch’egli libero, per l’omicidio degli allevatori di Apricena (Foggia) Michele e Matteo Russo, padre e figlio, scomparsi il 2 novembre 2001 e ritrovati nell’agosto 2009 in un inghiottitoio di San Marco in Lamis, nel Gargano, con altri due cadaveri. L’inghiottitoio è ritenuto dalla Dda di Bari il cimitero della mafia garganica, anche se dell’indagine si occupa ancora oggi la magistratura foggiana. All’epoca della scomparsa Michele aveva 59 anni, suo figlio 27. </p>
<p>La condanna dei fratelli Padula risale al 26 febbraio 2009 e fu decisa dalla Corte d’assise di Foggia. Secondo la pubblica accusa, i fratelli Padula uccisero i Russo e fecero sparire i loro corpi per vendicare l’omicidio del loro fratello, Guido, del quale ritenevano responsabile proprio Michele Russo, suocero della vittima. Dopo aver ucciso padre e figlio, Vincenzo e Giuseppe Padula si ripresero le proprietà del fratello morto &#8211; la masseria e centinaia di capi di bestiame – che i Russo avevano cominciato a gestire dopo l’omicidio di Guido Padula. Gli arresti di oggi sono stati disposti per i reati di riduzione in schiavitù, sfruttamento della prostituzione, estorsione e ricettazione.</p>
<p><em>**********<br />
<strong>Gran parte delle notizie contenute in questo articolo non sarebbe stato possibile pubblicarle qualora fosse già entrato in vigore il cosiddetto «disegno di legge Alfano sulle intercettazioni» che nell’attuale versione proibisce  la diffusione del contenuto, anche per riassunto, di qualunque atto giudiziario prima dell’inizio del processo</strong></em><br />
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		<title>I direttori italiani uniti contro «legge bavaglio»</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 16:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Cicolella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA - Il disegno di legge sulle intercettazioni va fermato «viola il diritto dei cittadini ad essere informati». I direttori dei maggiori quotidiani nazionali e tv italiane, in un documento concordato con la Fnsi denunciano il pericolo del disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. 
«Le norme proposte violano il diritto fondamentale dei cittadini a conoscere e sapere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/foto/35313_1.jpg" alt="" width="215" height="170" />ROMA - Il disegno di legge sulle intercettazioni va fermato «viola il diritto dei cittadini ad essere informati». I direttori dei maggiori quotidiani nazionali e tv italiane, in un documento concordato con la Fnsi denunciano il pericolo del disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. </p>
<p>«Le norme proposte violano il diritto fondamentale dei cittadini a conoscere e sapere, cioè ad essere informati – prosegue il comunicato congiunto -. È un diritto vitale irrinunciabile, da cui dipende il corretto funzionamento del circuito democratico e a cui corrisponde, molto semplicemente, il dovere dei giornali di informare». </p>
<p>Riuniti in un forum plenario in video conferenza Roma-Milano, coordinato dal segretario della Fnsi Franco Siddi, le prime firme del giornalismo hanno espresso le loro perplessità per il ddl definendolo pericoloso per la democrazia. Siddi ha confermato l’intenzione di ricorrere alla Corte europea di giustizia, a Strasburgo, nel caso il provvedimento divenisse legge.</p>
<p>Il segretario della Fnsi ha ricordato che «da un anno è stata La Gazzetta del Mezzogiorno a prendere l’iniziativa di segnalare ai lettori gli articoli che sarebbero stati a rischio di pubblicazione se fosse entrata in vigore la legge sulle intercettazioni». Un‘ iniziativa che è stata poi ripresa da altri quotidiani tra cui «La Repubblica». </p>
<p>Il direttore della «Gazzetta», Carlo Bollino ha sottolineato che «questa legge non solo impedisce ai cittadini di essere informati, ma mette a rischio anche il loro diritto di informare. Gli emendamenti di cui si discute in Parlamento mettono il bavaglio al web e quindi anche al contributo degli utenti attraverso i video e i blog». </p>
<p>Per il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, la nuova legge, «non ha come scopo di scongiurare gli abusi nella pubblicazione dei testi delle intercettazione, ma esprime una insofferenza per la libertà di stampa che dovrebbe preoccupare tutti». </p>
<p>Per De Bortoli se il vero obiettivo fosse «quello di tutelare la privacy allora le parti coinvolte nei procedimenti giudiziari potrebbero accordarsi sul non depositare negli atti i passaggi delle intercettazioni non rilevanti ai fini del procedimento». </p>
<p>Ezio Mauro, direttore di Repubblica parla di una norma «irragionevole e irrazionale, che cozza con i principi della libertà di stampa: non è vero che siamo tutti intercettati (nel 2009 le intercettazioni sono diminuite rispetto al 2008 e il loro costo è sceso). Il cittadino normale non ha nulla da temere. Noi difendiamo un dovere. Utilizzeremo tutti gli strumenti per permettere ai cittadini di continuare essere informati», dice. </p>
<p>Mario Calabresi, direttore de La Stampa, ritiene che il ddl «cambia i rapporti di forza nelle aziende editoriali». E spiega «c&#8217;è una sorta di ricatto: si punta a far fare da museruola agli editori. La legge è congeniata in un modo tale che ora è difficile trovare un punto di mediazione». </p>
<p>Luigi Contu direttore dell’Ansa, definisce il ddl «sbagliato e pericoloso», anche se non crede che «riusciremo a vincere questa battaglia perchè non ho fiducia nella classe politica e voglio ricordare che questo è un provvedimento che viene da lontano». Per il direttore dell’Asca, Gianfranco Astori: «Si punta a tenere sotto controllo il flusso delle informazioni: voglio evidenziare che è un problema che non riguarda solo la nostra categoria ma mette a rischio i principi della libertà d’informazione del nostro Paese». </p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">IL SINDACO DI BARI, UN RADUNO DEMOCRATICO PER DIRE «NO»</span></strong><br />
Un «raduno democratico» nella sala consiliare di Palazzo di città per lanciare un messaggio contro un provvedimento – il disegno di legge sulle intercettazioni &#8211; che limiterebbe gli strumenti investigativi a disposizione della magistratura. È quanto proporrà a «consiglieri comunali e cittadini» il sindaco di Bari e magistrato, Michele Emiliano. </p>
<p>«Il ddl intercettazioni, così come presentato dal governo &#8211; sostiene Emiliano, che stamani è intervenuto ad un seminario organizzato dal Centro di documentazione Antonino Caponnetto –  rappresenta una minaccia per il buon esito delle indagini contro la criminalità, la corruzione, la mafia. La città di Bari intende mobilitarsi per salvaguardare l’autonomia, l&#8217;indipendenza e l’efficacia del lavoro della magistratura e intende farlo con un gesto simbolico forte».</p>
<p>Il raduno democratico, assicura il sindaco in una nota, si terrà «salvaguardando comunque le attività e le funzioni istituzionali previste dal consiglio». «Come magistrato – ha spiegato Emiliano – posso testimoniare che lo strumento delle intercettazioni è indispensabile per chi investiga sui fenomeni criminali».</p>
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		<title>Pedofilia: S.Sede, giustizia per vittime</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 16:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Cicolella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vescovo Ratisbona: casi non in periodo Georg Ratz(ANSA) &#8211; ROMA, 6 MAR &#8211; La Santa Sede vuole fare &#8216;chiarezza&#8217; e &#8216;rendere giustizia alle vittime&#8217; sui presunti episodi di pedofilia in Germania e a Ratisbona.
Lo si legge in una nota pubblicata oggi sull&#8217;Osservatore Romano.
Intanto, il vescovo di Ratisbona, mons.
Gerhard Ludwig Muller, in un comunicato pubblicato sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vescovo Ratisbona: casi non in periodo Georg Ratz(ANSA) &#8211; ROMA, 6 MAR &#8211; La Santa Sede vuole fare &#8216;chiarezza&#8217; e &#8216;rendere giustizia alle vittime&#8217; sui presunti episodi di pedofilia in Germania e a Ratisbona.<br />
Lo si legge in una nota pubblicata oggi sull&#8217;Osservatore Romano.<br />
Intanto, il vescovo di Ratisbona, mons.<br />
Gerhard Ludwig Muller, in un comunicato pubblicato sempre dall&#8217;Osservatore, precisa che gli episodi di pedofilia sui ragazzi del coro di Ratisbona &#8216;non coincidono con il periodo&#8217; in cui ne fu direttore &#8216;il maestro prof.Georg Ratzinger (1964-1994)&#8217;.inger direttore<img class="alignleft" src="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/foto/1267893010-511573vuY_20100305.jpg" alt="" width="215" height="170" /></p>
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		<title>L&#8217;Italia sbatte sul Camerun</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 08:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Cicolella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
MONTECARLO, 3 marzo 2010 &#8211; Italia-Camerun promuove la difesa dell’Italia, e in particolar modo l’esordiente del reparto, Bonucci, che si regala un debutto con i fiocchi e propone una candidatura autorevole in chiave Mondiale. La partita, nulla di spettacolare, finisce 0-0, gli azzurri fanno di più, pur in formazione sperimentale &#8211; &#8220;in maschera&#8221; &#8211; aveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2010/03/03/0KYQ4R1R--300x145.jpg" alt="" width="300" height="145" /></p>
<p>MONTECARLO, 3 marzo 2010 &#8211; Italia-Camerun promuove la difesa dell’Italia, e in particolar modo l’esordiente del reparto, Bonucci, che si regala un debutto con i fiocchi e propone una candidatura autorevole in chiave Mondiale. La partita, nulla di spettacolare, finisce 0-0, gli azzurri fanno di più, pur in formazione sperimentale &#8211; &#8220;in maschera&#8221; &#8211; aveva detto Lippi alla vigilia, ma non raccolgono quanto seminano.</p>
<p>ATTACCO INCEPPATO — Perchè l’attacco non convince quanto la retroguardia, stasera. L’atteso Borriello, alla prima con Lippi, e Pazzini, possibili duellanti come vice Gilardino in prospettiva Sudafrica, pareggiano i conti, ma senza lode, perchè, contrati dalla fisicità dei Leoni Indomabili, non riescono a incidere. E così, a 100 giorni dal Mondiale, qualche dubbio, e un po’ di suspence, rimane e rimarrà su alcune scelte &#8211; poche, sono rimaste in bilico 5-6 &#8211; del c. t. viareggino. Giudice ultimo sarà il campionato, e i tormentoni &#8211; Balotelli in testa &#8211; da qui al 1 giugno, alla consegna della lista mondiale dei 23 azzurri, terranno ancora banco. Nel frattempo, l’Italia assimila nel gruppo un secondo esordiente, Cossu, positivo, e un nuovo modulo, la difesa a tre, che resta comunque per il momento solo un’alternativa al consolidato schieramento a quattro.</p>
<p>ESORDIENTI CON PERSONALITA’ — Del primo tempo piace che le squadre sia diano battaglia, al di là dell’amichevole: i primi 45’ si chiuderanno con tre ammoniti, Chiellini e Pirlo per l’Italia, si fa sul serio. Per il resto, però, sono più le partenze che gli arrivi. Nel senso che l’Italia è volenterosa, ma la poca abitudine a giocare insieme di un gruppo rivoluzionato da prove e infortuni si fa sentire. E però gli esordienti non dispiacciono. A Bonucci è toccata una bella gatta da pelare: dalla sua parte gioca Eto’o, mica uno qualsiasi. Il centrale del Bari comunque se la cava bene, anche d’agilità, a destra nell’inedita difesa a tre del Lippi bis, nonostante la stazza imponente. Cossu invece non riesce ad entrare sempre nel gioco, defilato sulla destra, lui che naturalmente tende ad accentrarsi, posizionandosi dietro le punte. Ma alcune giocate sono di classe, su tutte un paio di cambio-campo per Di Natale, che sfiora il bersaglio al volo.</p>
<p>ILLUSIONE CHIELLINI — Fa più fatica Borriello, stretto nella morsa tra i due colossi centrali africani, perlomeno si sbatte e gioca di sponda, cercando di rifornire le volate degli esterni. Ma le occasioni sono un’onda anomala: Marchetti rischia lisciando un retropassaggio di Chiellini, poi proprio il difensore centrale bianconero segna su cross di Cossu, rete annullata per fuorigioco. All’intervallo è 0-0.</p>
<dl>
<dt><img title="Gattuso a tu per tu con Achille Webo. Ap" src="http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2010/03/03/0KYQ7S5P--300x145.jpg" alt="Gattuso a tu per tu con Achille Webo. Ap" />LIPPI CAMBIA — Le grandi manovre continuano. E poi c’è qualche titolare che è inutile spremere. Così al posto di Pirlo e De Rossi entrano Montolivo e Gattuso, mentre Marchisio &#8211; davvero ottimo &#8211; sostituisce Criscito, largo a sinistra. Infine Pazzini fa staffetta con Borriello. L’Italia cambia anche nel modulo: torna alla difesa a quattro, con Maggio e Chiellini larghi. A sfiorare subito il gol, in avvio di ripresa, è Di Natale: il capocannoniere di serie A prova la conclusione con insistenza. Dopo un’ora lascerà il posto a Quagliarella. L’Italia del secondo tempo cerca il successo con caparbietà, il Camerun ora bada solo a difendersi, anche se qualche numero in dribbling Eto’o lo regala sempre. Ma la rete non arriva, il ritmo cala inesorabilmente e la gara si chiude senza squilli: 0-0.</dt>
</dl>
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		<title>&#8216;Ndrangheta: Vibo, sequestro per 4,5 mln</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 08:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Cicolella</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL FATTO]]></category>

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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; VIBO VALENTIA, 4 MAR &#8211; Beni per 4,5 milioni di euro sono stati sequestrati dai finanzieri di Vibo Valentia a Andrea Mantella, di 38 anni.
L&#8217;uomo, ritenuto un esponente di primo piano della criminalita&#8217; organizzata della zona e sottoposto a obbligo di soggiorno, era stato arrestato nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8221;Uova del drago&#8221; condotta nel novembre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/foto/1267686603-b5f2ca29c0e9a328157da36e7af3e5f1.jpg" alt="" width="215" height="170" />(ANSA) &#8211; VIBO VALENTIA, 4 MAR &#8211; Beni per 4,5 milioni di euro sono stati sequestrati dai finanzieri di Vibo Valentia a Andrea Mantella, di 38 anni.<br />
L&#8217;uomo, ritenuto un esponente di primo piano della criminalita&#8217; organizzata della zona e sottoposto a obbligo di soggiorno, era stato arrestato nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8221;Uova del drago&#8221; condotta nel novembre 2007 contro esponenti della cosca Bonavota di Sant&#8217;Onofrio.<br />
Tra i beni sequestrati un&#8217;azienda agricola, conti correnti bancari e terreni.</p>
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		<title>Nuove norme sul lavoro, coro di &#8220;no&#8221; dalla Puglia</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 08:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Cicolella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Via libera definitivo del Senato, dopo due anni e quattro letture parlamentari, al disegno di legge collegato sul lavoro. L&#8217;Aula ha approvato il testo con 151 sì, 83 no e 5 astenuti. Polemiche ha suscitato l’articolo 31 sull&#8217;arbitrato che, secondo opposizione e sindacati, aggirerebbe l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sui licenziamenti senza giusta causa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/foto/29396_10.jpg" alt="" width="215" height="170" />Via libera definitivo del Senato, dopo due anni e quattro letture parlamentari, al disegno di legge collegato sul lavoro. L&#8217;Aula ha approvato il testo con 151 sì, 83 no e 5 astenuti. Polemiche ha suscitato l’articolo 31 sull&#8217;arbitrato che, secondo opposizione e sindacati, aggirerebbe l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sui licenziamenti senza giusta causa. La quarta lettura al Senato è stata quindi caratterizzata prevalentemente dallo scontro tra Governo e maggioranza, da una parte, e opposizione e sindacati, dall’altra, dall’Art.31 che prevede due strade per ricorrere all’arbitrato, i contratti collettivi oppure un contratto di assunzione che preveda espressamente l’eventuale ricorso all’arbitrato in caso di controversie di lavoro. Tra le novità introdotte nel precedente passaggio in terza lettura alla Camera ci sono l’individuazione dei criteri di priorità nella clausola di salvaguardia introdotta nella delega sui lavori usuranti, l’allungamento a 24 mesi dopo l&#8217;entrata in vigore della legge del termine per attuare la delega sugli ammortizzatori sociali, la possibilità di assolvere l’ultimo anno di obbligo scolastico (15-16 anni) con l’apprendistato. La norma sull&#8217;apprendistato, oggetto di critiche da parte sindacale oltre che dell’opposizione, è stata riscritta rafforzando la necessità di previa intesa delle Regioni, sentite le parti sociali, e impegnando il Governo con un ordine del giorno bipartisan a prevedere un congruo numero di ore di formazione, definendo con le aziende un percorso per i tutor.</p>
<p><strong>CORO DI &#8220;NO&#8221; DALLA PUGLIA</strong><br />
I sindacati pugliesi puntano i piedi. Il primo «no» forte e chiaro alla nuova normativa sul lavoro arriva dalla Cisl, che pure passa per essere, tra i confederali, il più disponibile alla trattativa a oltranza, alla mediazione. «Ma il condizionamento dei contratti di lavoro &#8211; espone il segretario regionale Cisl, Giulio Colecchia &#8211; è fuori da ogni regola. Abbiamo stabilito la valorizzazione della conciliazione ma va affidata nel quadro dei contratti nazionali». Però la lentogiustizia in tema di lavoro, soprattutto al Sud, è una triste realtà. «E’ vero &#8211; considera Colecchia &#8211; ma il lavoratore non può scegliere a priori che cosa succederà. E mi preoccupo anche per i precari, i lavoratori interinali, i co.co.pro.». </p>
<p>E in Puglia? «In Puglia dove la deregolarizzazione è regola temo che la nuova legge diventi un laccio al collo, non al piede. Dobbiamo rilanciare il confronto con le parti datoriali». E sul confronto è d’accordo anche Gianni Forte, segretario regionale della Cgil. Ma con paletti molto precisi: «Non siamo disponibili a deroghe sull’articolo 18». </p>
<p>Nel 2002 i sindacati respinsero il tentativo di introdurre il licenziamento senza giusta causa nelle piccole aziende. Ora, sostengono, le nuove norme con le clausole stabilite nel contratto di assunzione e l’arbitrato, di fatto l’ar ticolo 18 viene aggirato. «No, è peggio &#8211; allarga le braccia Forte &#8211; questa norma è più subdola e pericolosa di quella che combattemmo otto anni fa, perché si tiene in vita un diritto ma lo si indebolisce dal punto di vista dell’esigibilità. E comunque non è l’unica norma che contestiamo. E’ tutto il pacchetto che punta a smantellare i diritti dei lavoratori. Il paradosso è che accade proprio in questo periodo di crisi e precarietà estrema». </p>
<p>Categorico anche il segretario regionale della Uil, Aldo Pugliese: «Il circolo vizioso che il Governo sta cercando di percorrere nel tentativo di aggirare l’articolo 18 dello Statuto del Lavoratore è una manovra criminale che punta a cancellare decenni di lotte di chiunque abbia conquistato un pizzico di sacrosanto diritto sul posto di lavoro. Siamo di fronte ad una vera e propria controriforma, che non porta alcun beneficio ma che anzi punta a indebolire ancora più la figura del lavoratore in un periodo di profonda crisi come quello che stiamo vivendo. Va ricordato che non si tratta neanche di una novità, perché qualche anno addietro fu fatto un analogo tentativo, naufragato miseramente di fronte alla più imponente mobilitazione mai registratasi nel nostro Paese; una manifestazione che peraltro si tenne a Bari, in piazza Prefettura. E’ bene che il governo sappia a cosa sta andando incontro calpestando i diritti dei lavoratori e delle famiglie. Questa sfida sarà raccolta ed affrontata con tutti i mezzi a nostra disposizione perché l’Italia non torni ad essere un Paese del terzo mondo». Temi sui quali i sindacati trovano l’appoggio del presidente della Regione, Nichi Vendola.</p>
<p>«Sappiamo bene che il Pdl è abituato ai sotterfugi, a tramare di nascosto – dice Vendola – ma non dire apertamente ai lavoratori e alle lavoratrici che vogliono ridurre l’articolo 18 a una norma senza alcun valore, sottraendo al giudice la competenza a risolvere le controversie di lavoro e affidandole a un arbitro qualunque che potrà decidere “secondo equita” e non secondo la legge italiana, significa voler sopprimere del tutto un sistema di tutele già gravemente compromesso da anni di politiche contro il lavoro».<br />
di GIANFRANCO SUMMO</p>
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		<title>Regionali: ammessa a Foggia lista Io Sud-MpA</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 08:42:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Cicolella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ricorso del movimento Io Sud contro il provvedimento di esclusione della lista per la circoscrizione di Foggia è stato accolto e la lista è stata regolarmente ammessa. Lo rende noto l&#8217;ufficio stampa della senatrice Adriana Poli Bortone, candidata alla presidenza della Regione Puglia e presidente nazionale del movimento Io Sud. &#8216;Grande soddisfazione&#8217; è espressa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ricorso del movimento Io Sud contro il provvedimento di esclusione della lista per la circoscrizione di Foggia è stato accolto e la lista è stata regolarmente ammessa. Lo rende noto l&#8217;ufficio stampa della senatrice Adriana Poli Bortone, candidata alla presidenza della Regione Puglia e presidente nazionale del movimento Io Sud. &#8216;Grande soddisfazione&#8217; è espressa dalla senatrice: &#8216;Eravamo certi che saremmo riusciti a sanare i rilievi formali che il Tribunale aveva mosso&#8217;. &#8216;Ora &#8211; conclude Poli Bortone &#8211; non c&#8217;è più alcun impedimento lungo la strada della nostra campagna elettorale per dare una alternativa valida e credibile ai due blocchi del Pdl e del centrosinistra&#8217;.</p>
<p>redazione Teleradioerre</p>
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		<title>CNB : a Roma, Campobasso e Termoli triangolo di sordi per bieticoltura</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 08:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Cicolella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Unione Regionale Bieticoltori Pugliesi (C.N.B.) esprime viva preoccupazione per i comportamenti che a vari livelli si registrano nei confronti della bieticoltura nazionale e meridionale in particolare. Il Ministro Zaia, in primo luogo, continua a prendere tempo nel far stanziare gli 86 milioni di euro dovuti per le annualità 2009 e 2010 al comparto bieticolo saccarifero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Unione Regionale Bieticoltori Pugliesi (C.N.B.) esprime viva preoccupazione per i comportamenti che a vari livelli si registrano nei confronti della bieticoltura nazionale e meridionale in particolare. Il Ministro Zaia, in primo luogo, continua a prendere tempo nel far stanziare gli 86 milioni di euro dovuti per le annualità 2009 e 2010 al comparto bieticolo saccarifero italiano: tale atteggiamento può generare gravi conseguenze nelle zone dove devono ancora essere effettuate le semine primaverili, creando nel contempo disaffezione per la coltura bieticola e mettendo così a rischio l&#8217;approvvigionamento delle fabbriche. Anche lo Zuccherificio del Molise non manda segnali di serenità e fiducia: troppo preso dalle questioni societarie interne, non ha ancora completato tutti i pagamenti di sua competenza, quelli cioè che vanno oltre i trasferimenti di risorse da altre amministrazioni. Crea inoltre non pochi problemi il fatto che lo Zuccherificio del Molise non abbia dato corso ad alcuna sovvenzione per anticipazioni colturali, nonostante precisi impegni assunti in sede di accordo interprofessionale, mettendo in difficoltà i bieticoltori alle prese con problemi di liquidità per portare avanti la coltura. Non va meglio con la Regione Molise, azionista di riferimento dello zuccherificio di Termoli, che ad oggi non ha ancora risposto alla richiesta di incontro urgente avanzata unitariamente dalle associazioni bieticole. L&#8217;Unione Regionale Bieticoltori Pugliesi &#8211; ha dichiarato il Presidente Giovanni Tamburrano &#8211; è da tempo mobilitata su questa vertenza di primaria importanza per l&#8217;agricoltura di Capitanata e dell&#8217;intero Mezzogiorno; il C.N.B. di Puglia resta pertanto in prima fila sul problema dei pagamenti e sulle altre questioni ancora aperte, rilanciando con forza le iniziative sindacali più opportune ed invitando i propri associati ad assicurare alla barbabietola da zucchero tutte le operazioni colturali necessarie, premessa indispensabile per fare una buona campagna e creare così le condizioni per una prospettiva al settore.</p>
<p>redazione Teleradioerre</p>
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		<title>Foggia, c’è aria di resa</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 08:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Cicolella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Massimo Levantaci 
FOGGIA &#8211; Il Foggia affonda e al capezzale del malato si alternano medici incerti. Le parole di Guido Ugolotti puzzano di resa: «Non è facile trovare rimedi, ma ci proveremo». A otto giornate dalle fine la situazione in classifica appare recuperabile. Ma con un Foggia così allo sbando come quello colato a picco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/foto/33630_12.jpg" alt="" width="215" height="170" /><em>di Massimo Levantaci</em> </p>
<p>FOGGIA &#8211; Il Foggia affonda e al capezzale del malato si alternano medici incerti. Le parole di Guido Ugolotti puzzano di resa: «Non è facile trovare rimedi, ma ci proveremo». A otto giornate dalle fine la situazione in classifica appare recuperabile. Ma con un Foggia così allo sbando come quello colato a picco contro il modesto Cosenza è piuttosto arduo ipotizzare tabelle-salvezza.</p>
<p>Il tecnico toscano in cinque gare è riuscito a fare peggio di Pecchia e Porta che viaggiavano alla media di un punto e poco più a partita. Ha restituito un po’ di gioco in mediana, ma restano irrisolti i problemi in zona d’attacco. E per di più con una formazione modificata per sei undicesimi gli tocca adesso lavorare anche sull’affiatamento tra i singoli.</p>
<p>Non è tutta colpa di Ugolotti se il Foggia batte in ritirata. Il tecnico paga le conseguenze di una stagione che peggio di così non poteva essere programmata. Però i processi meglio lasciarli alla fine. Oggi Ugolotti è chiamato a fare il miracolo facendo leva sulla sua esperienza per motivare una squadra «incapace» (parole sue) di una reazione.</p>
<p>Il tecnico annuncia cure drastiche come l’intensificazione degli allenamenti e sedute di gruppo per trovare lo spirito e la concentrazione smarriti. Difficile possa annunciare chissà quali sfracelli. Del resto domenica Ugolotti è apparso impassibile davanti allo scempio che andava in onda. La sua squadra colava a picco e nessun sussulto anche da parte del pubblico, ormai rassegnato.</p>
<p>Ma il Foggia «condannato dai suoi errori» rischia di diventare un alibi troppo comodo. Si può spiegare così la mancata di reazione già dalla prima rete del Cosenza? La partita era sembrata bruttina già in avvio, ma i rossoneri sullo 0-0 avevamo qualcosa in più da dare. Il gol di Desideri, peraltro costruito con una delle poche azioni palla a terra, aveva legittimato una supremazia tecnica fino a quel punto ineccepibile.</p>
<p>Poi è arrivata la solita (ormai possiamo dirlo) «papera» di Bindi e il Foggia ha smesso di crederci. Improbabile che il 23enne portiere venga riproposto domenica nel derby di Taranto. Ugolotti lo ha lasciato intendere: «Probabile che le scelte sin qui fatte siano state sbagliate, vuol dire che dalla prossima partita faremo qualche cambiamento».</p>
<p>In rampa di lancio perciò torna Damiano Milan, il portiere partito titolare costretto alla resa dopo i quattro palloni raccolti (e le tre sconfitte in successione) dentro la rete di Cosenza nel match d’andata. Così nello stesso punto si compie ora il ribaltone. Insieme a Milan potrebbero esserci novità anche sulla mediana di centrocampo.</p>
<p>Si attende con una certa ansia l’esito degli esami al ginocchio di Visone, uscito zoppiccante domenica sul finire del primo tempo. Il tecnico è apparso abbastanza pessimista sulle possibilità di recupero del mediano, si teme addirittura che il suo campionato sia già finito.</p>
<p>Un’altra tegola sulla testa del povero Foggia, quest’anno non gliene va bene una. E pensare che Visone tra gli acquisti di gennaio sembrava fosse l’elemento più convincente. Al suo esordio aveva pure segnato un gol (alla Ternana) evento più unico che raro di questi tempi.</p>
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		<title>Camorra: squadra mobile arresta boss</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 08:37:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Cicolella</dc:creator>
				<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>

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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; NAPOLI, 3 MAR &#8211; Carmine Cerrato, 34 anni, personaggio di spicco del clan Amato-Pagano, tra i cento latitanti piu&#8217; pericolosi d&#8217;Italia, e&#8217;stato arrestato.
E&#8217;avvenuto la scorsa notte a Quarto, nel Napoletano.
Era ricercato dal maggio dello scorso anno.
L&#8217;arresto e&#8217; avvenuto nel corso di un&#8217;operazione della squadra mobile durante la quale e&#8217; riuscito a sfuggire alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/foto/1267603809-49b69dafd077e12ab2ebe020f8e01250.jpg" alt="" width="215" height="170" />(ANSA) &#8211; NAPOLI, 3 MAR &#8211; Carmine Cerrato, 34 anni, personaggio di spicco del clan Amato-Pagano, tra i cento latitanti piu&#8217; pericolosi d&#8217;Italia, e&#8217;stato arrestato.<br />
E&#8217;avvenuto la scorsa notte a Quarto, nel Napoletano.<br />
Era ricercato dal maggio dello scorso anno.<br />
L&#8217;arresto e&#8217; avvenuto nel corso di un&#8217;operazione della squadra mobile durante la quale e&#8217; riuscito a sfuggire alla cattura il capo del clan, Cesare Pagano.<br />
Nel corso di una perquisizione sono stati trovati anche 50 mila euro in contanti e vari generi di lusso.</p>
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